Il mio nuovo Amico

il mio nuovo amico

 

Capita spesso fissando una foto.

Per una ragione inspiegabile il protagonista immobile di quella foto, i suoi occhi persi nel vuoto in un sorriso non suo, irreale, ci fissano e gridano aiuto!

Come ne l'urlo di Munch.

Così ho conosciuto il mio nuovo amico che non oso definire o nominare.

La sua foto ha chiesto di me ed io c'ero... ci sono.

Come le poesie incompiute, che qualche famoso poeta ha lasciato così, poco prima di morire.

Come le lettere d'amore taciute e mai spedite!

Il mio amico ha sogni importanti che lo schiacciano sul mondo e la sua linguistica corre sempre forte ma neanche lui sa bene dove.

Tutto si perde nella sua idea assoluta di universo, che sventola come risposta a qualsiasi domanda importante, per non esporsi mai troppo!

Ma soffre. Troppo!

Come una pedina messa su di una scacchiera a combattere contro l'alfiere.

Il mio amico riempie scatole di parole che vorrebbe il vento portasse a tutti, ma per ora regna il sole e così le sue parole restano poggiate sul terreno del giardino di poche case, qualcuna disabitata, aspettando di spiccare il volo con i venti di bora.

Il mio amico penso sia una brava persona che non crede molto nella vita e passa i giorni in solitudine, perché nessuno possa mai mostrargli la bellezza delle piccole cose.

E poi osserva, si arrabbia, cammina ed ogni giorno riprende uguale al primo nella sicurezza della monotonia!

Ha fatto grandi cose nella vita il mio amico, ma in tutte queste cose grandi, lui grande non si è sentito mai!

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